Pensa che si muore e che prima di morire tutti hanno diritto a un attimo di bene. Questa riflessione mi accompagna, scolpendo ogni gesto con una dolce urgenza. Ascolto con clemenza, cercando di comprendere non solo le parole, ma anche i silenzi. Guardo con ammirazione le volpi, le poiane, il vento, il grano, trovando in essi la saggezza della natura.
Imparo a chinarmi su un mendicante, ad accarezzare un cane, gesti semplici che tessono un arazzo di umanità. Cerco continuamente parole migliori, perché so che le parole hanno il potere di guarire e di ferire. Imparo a sentire l’energia del dolore, della vecchiaia, della povertà e della disperazione, perché solo conoscendole posso trovare la forza di lottare.
Coltivo il mio rigore e lotto fino a rimanere senza fiato, vivendo ogni giorno come se fosse l’ultimo, dando tutto me stesso senza avarizia, senza remore. Diffido della ragione, dei ragionamenti, della freddezza stitica, dei cuori rinsecchiti, perché so che la vita è troppo breve per essere vissuta senza passione.
Non mi limito a galleggiare, ma scendo verso il fondo anche a rischio di annegare, perché solo così posso conoscere le profondità del mio essere. Sorrido di questa umanità che si aggroviglia su se stessa e cedo la strada agli alberi, trovando in essi la calma e la forza di cui ho bisogno.
E così, ogni giorno, mi impegno a vivere con autenticità, trovando la bellezza negli attimi di bene e lasciando che la mia anima si nutra della semplicità e della grandezza della vita. ❤🙏🏾
©️ Beatriz Esmer
PS: Written originally in Italian
